Autostrade del mare per un trasporto ad alta ecosostenibilità, intervista all’Armatore Eugenio Grimaldi di Grimaldi Lines

Intervista a Eugenio Grimaldi, l’armatore dall’anima green.

“L’ecosostenibilità è la grande sfida di questo secolo, ma sono profondamente convinto che questa sfida possa essere vinta.”

La storia del Gruppo Grimaldi, multinazionale operante nel settore dei trasporti marittimi e nella logistica, ha inizio a Napoli nel secondo dopoguerra e continua in maniera vincente fino ai nostri giorni. Negli ultimi anni, infatti, il Gruppo procede con una politica di espansione, della propria rete di collegamenti marittimi, della flotta nonché dei servizi a terra. E non solo, il fitto network di Autostrade del mare concretizza uno degli obiettivi maggiori del gruppo quello di abbracciare l’impatto zero, favorendo l’intermodalità.

Grazie alla nostra partnership con l’azienda abbiamo avuto il piacere di intervistare il manager Eugenio Grimaldi, armatore dall’anima green, in merito a un tema a lui molto caro ovvero la relazione tra i trasporti e l’ambiente.

Cos’è cambiato nel mondo dei trasporti con la scelta di potenziare in maniera sempre più importante le vie del mare?

La scelta di potenziare le vie del mare deriva dalla necessità di ridurre le esternalità negative (ad esempio inquinamento, elevata incidentalità, congestione stradale) legate al trasporto di merci su gomma, senza compromettere, e anzi potenziando, l’efficienza delle catene logistiche. In particolare, per l’economia di regioni come la Sicilia, l’esistenza di una rete di collegamenti marittimi regolari, efficienti ed affidabili è assolutamente prioritaria.  Alla luce del progressivo potenziamento dei collegamenti marittimi, negli ultimi decenni sempre più aziende di trasporto hanno optato per una “conversione intermodale”. Grazie al fitto network di collegamenti che il nostro Gruppo offre, i nostri partner possono ottimizzare la gestione dei flussi di merci e del personale addetto alla guida degli autoveicoli, ridurre i tempi e i costi legati al trasporto, consolidare la propria presenza in alcuni mercati ed accedere ad altri in maniera sempre più competitiva. Il tutto conciliando crescita, redditività ed ecosostenibilità.

Quali sono i vantaggi dell’intermodalità, sia in termini economici che in termini ambientali?

L’utilizzo delle autostrade del mare rappresenta per le aziende di trasporto una strategia win-win, una soluzione al tempo stesso ecosostenibile ed economicamente vantaggiosa. Da un lato, l’intermodalità permette di ridurre il ricorso al trasporto su strada, che ha un impatto ambientale maggiore rispetto a quello marittimo. Ad esempio, i collegamenti marittimi che il nostro Gruppo offre tra la Sicilia e il Continente permettono di ridurre significativamente le emissioni di CO2, arrivando anche al 66% in meno rispetto al trasporto di merci in modalità “tutto strada”. Allo stesso tempo, il trasporto su gomma risulta anche sensibilmente più oneroso rispetto a quello intermodale: scegliendo di far evitare ai propri automezzi centinaia di chilometri su strada, le aziende di trasporto ottengono un risparmio economico che va dal 10% al 55%, che si traduce in un importante vantaggio competitivo per il proprio business e per quello dei loro clienti.

Quante autostrade del mare contate?

Il nostro Gruppo offre una fitta rete di oltre 120 collegamenti di Autostrade del Mare, che si sviluppa nel Mediterraneo, nel Mar Baltico e nel Mare del Nord, toccando ben 13 paesi: Italia, Spagna, Grecia, Malta, Tunisia, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia, Polonia e Russia.

La Sud Trasporti è da diversi anni vostro partner, in che misura secondo lei abbraccia l’etica dell’impatto zero?

Con la Sud Trasporti condividiamo da sempre la grande attenzione per i temi ambientali e la rilevanza che questi assumono nelle scelte strategiche. La centralità che l’intermodalità strada-mare ha nell’ambito del modello di business dell’azienda dimostra fattivamente e quotidianamente l’impegno della Sud Trasporti per offrire servizi sempre più efficienti anche dal punto di vista ambientale.

Quanto è più green il futuro secondo lei?

L’ecosostenibilità è la grande sfida di questo secolo, ma sono profondamente convinto che questa sfida possa essere vinta. Il nostro Gruppo ci ha sempre creduto, per questo da anni abbiamo avviato una vera “rivoluzione green” che ci ha portato ad investire nel miglioramento dell’impatto ambientale di tutte le nostre attività nel mondo. A tale proposito abbiamo anche istituito in seno alla nostra organizzazione un dipartimento dedicato, l’Energy Saving Department, con brillanti ingegneri che ogni giorno lavorano allo studio e all’implementazione di soluzioni tecnologiche green sempre più all’avanguardia.

Uno dei più importanti progetti seguiti dal dipartimento negli ultimi anni si è recentemente trasformato in realtà: dalla fine del 2020, infatti, hanno arricchito la nostra flotta le prime navi ro-ro ibride della nuovissima classe GG5G (Grimaldi Green 5th Generation), capaci di dimezzare le emissioni di CO2 per tonnellata di merce trasportata durante la navigazione e addirittura di azzerarle quando sono ferme in porto. Proprio pochi giorni fa, uno di questi giganti green è stato impiegato anche sulle rotte tra il Continente e la Sicilia, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale del trasporto marittimo da e per l’Isola.

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